mercoledì 2 gennaio 2019

IL REGIO DI PARMA HA BRINDATO AL NUOVO ANNO CON “LA VEDOVA ALLEGRA” diretta dal M° Lorenzo Bizzarri



Una fine d’anno davvero scoppiettante quella del Teatro Regio di Parma con l’operetta “La vedova allegra”, nell’adattamento di Corrado Abbati, che ha animato la serata di San Silvestro con brindisi finale in teatro accompagnato dalle note del quantomani azzeccato “Brindisi della Traviata” seguito dalla “Marcia di Radetzky” di Johann Strauss per salutare il nuovo anno con entusiasmante allegria.


Nel ruolo di Anna Glavari il soprano Paola Sanguinetti che torna sulla scena nello stesso ruolo che debuttò proprio al Regio di Parma nel 1992, veterana ormai in questo personaggio ne esce bene per mestiere. Così pure il giovane co-protagonista, il tenore Giuseppe Raimondo nel ruolo del Conte Danilo Danilowitch che ha mostrato buone doti attoriali. Una garanzia Corrado Abbati nel ruolo di Njegus. Buono il resto del cast, soprattutto per quanto riguarda la parte recitata con gags e situazioni stravaganti che hanno divertito il pubblico.


Alla bacchetta il M° Lorenzo Bizzarri che ha diretto l’Orchestra Città di Ferrara con indubbia maestria nell’indirizzare l’orchestra nell’alternanza tra pianissimi e fortissimi, nella precisione micrometrica dei tempi rapidissimi nei vari passaggi della partitura, dando largo respiro alle melodie come “Tace il labbro” o “l’aria di Vilja” e il giusto mordente ritmato in brani come “E’ scabroso le donne studiar” o nella Polka e in altri brani che in special modo prevedono la danza in scena. E’ luogo comune pensare, a volte, che l’operetta sia un “surrogato” dell’opera lirica, al contrario “più che operetta la Vedova Allegra – afferma il M° Lorenzo Bizzarri – si potrebbe definire un’opera vera e propria per la complessità delle musiche ed anche per il respiro di puro lirismo nei tanti episodi musicali; presenta, anzi, diverse difficoltà rispetto all’opera lirica e una di queste è che l’operetta ha nella sua struttura il recitativo e il musicale insieme, quindi occorre riuscire a fondere perfettamente le parti recitate con quelle musicali. 


La struttura dei brani non è da inizio a fine come accade nell’opera lirica, qui ci sono ritornelli, richiami, rimandi, e quindi va posta grande attenzione dal punto di vista orchestrale a questi aspetti strutturali dei brani. E’ un piacere poter eseguire in un teatro così importante come il Regio di Parma questo spettacolo, soprattutto in una serata particolare come questa”.


Il pubblico parmigiano – che ha affollato il teatro facendo registrare un sold out - ha accolto così il nuovo anno, col desiderio forse che l’aria festosa che si è respirata al Regio nella notte di San Silvestro possa essere di buon auspicio per questo 2019 appena nato. 


di Eddy Lovaglio.

Il successo del M°Andrea Vitello a Ekaterinburg e Perm.



E’ stato un autentico trionfo per Andrea Vitello a Ekaterimburg e Perm, dove il M° ha tenuto un concerto interamente dedicato al repertorio italiano, da Vivaldi. Due concerti in cui il Maestro ha diretto dal cembalo al '900 di Silvio Omizzolo e Bruno Bettinelli fino ad un recentissimo brano di Andrea Portera.
Specialmente Il concerto a Perm ha avuto un successo enorme, non scontato in quanto il repertorio era quasi del tutto nuovissimo per il luogo: infatti i brani di Bettinelli, Omizzolo e Portera sono stati eseguiti qui in Russia per la prima volta ed in particolare il brano di Andrea Portera, “Original Mater”, è stato accolto con grande calore ed eseguito anche come uno dei bis.


Il Maestro è stato richiamato sulla scena per gli applausi per numerose volte ed ha ricevuto una calorosa standing ovation finale. A suggello di un concerto unico, è stato poi richiesto un bis e l'orchestra ha eseguito “Original Mater”, il nuovo brano di Andrea Portera, una seconda volta con grande clamore di pubblico.
Questo ultimo concerto è stato registrato dalla televisione russa e trasmesso in diretta in tutta la vasta regione di Perm.


Particolarmente importante ancora è il fatto che Perm è una città molto colta dal punto di vista musicale,ed a dimostrazione di questo è rilevante constatare che proprio qui ha sede l'orchestra "Musica Eterna" di Theodor Currentzis, una delle orchestre più importanti del mondo, in questi giorni tra l'altro in concerto alla Scala di Milano.

L'originalità del repertorio e l'esecuzione impeccabile hanno dato ragione al Maestro italiano che ha deciso di farsi ambasciatore della musica italiana meno nota senza cedere alle lusinghe di un facile successo garantito dal repertorio nostrano più conosciuto. Il Maestro ha dunque scommesso sul repertorio meno noto, forte della sua profonda conoscenza nel settore, e la sua intraprendenza è stata premiata dal pubblico russo.


Andrea Vitello sarà a breve nel mese di gennaio in Polonia, a Lomza, con l'orchestra da camera "Witold Lutoslawsi", dove presenterà altri brani tratti dal repertorio del '900 italiano tra cui i poco eseguti Intermezzi Goldoniani di Marco Enrico Bossi e la celebre suite di Antiche Arie e Danze di Ottorino Respighi. Non mancherà un nuovo brano di Elvria Muratore, una fantasia composta sul tema del "Lamento di Didone" di Henry Purcell.

Sarà questa un'altra ulteriore occasione per poterne apprezzare ulteriormente le qualità che lo stanno facendo considerare come direttore italiano e punto di riferimento della musica contemporanea nel mondo.




domenica 23 dicembre 2018

Intervistiamo Alessia Sparacio

Alessia Sparacio - Mezzosoprano



La Carovana Volante, un successone!
Cara Alessia, raccontaci com'è stata questa esperienza al Teatro Massimo di Palermo.
La parola più adatta a descrivere quest'esperienza è, senza dubbio: elettrizzante! Elettrizzante perché, cantare davanti ad un pubblico di ragazzi, è sempre difficile e ti costringe ad essere sempre pronta a cogliere i cambi di umore di una platea davvero esigente! I ragazzi non perdonano se si annoiano! 
Quali sensazioni si provano a cantare nella propria terra?
Ti senti ancora più sotto esame, sotto pressione. Se aggiungi che, il Teatro Massimo, è uno dei teatri più importanti d'Italia, hai una responsabilità maggiore: devi essere sempre pronto! Ma, proprio per questo, quando esci per gli applausi e senti che non solo il pubblico ma l'orchestra e il coro ti fanno i complimenti, allora raggiungi l'apice della felicità!
Alessia, oltre ad essere un'artista che ormai conosciamo, avrai sicuramente delle passioni al di fuori del teatro, ci riveli quali sono?
Da poco più di un anno sono diventata madre: mio figlio è la mia passione più grande ed assorbe quasi tutto il mio tempo. Ma, quando ne ho la possibilità, amo fare i puzzle, leggere e lavorare all'uncinetto (tre passioni che ho da quando ero adolescente), la mente si rilassa e tu puoi fantasticare...


Quanto è importante per un'artista come te la preparazione?
Fondamentale! Lo spartito diventa il mio migliore amico. Se l'opera prende spunto da un libro, lo leggo e cerco di capire quale caratteristiche deve avere il mio personaggio, quali caratteristiche hanno gli altri personaggi per interagire al meglio con loro. Poi passo a mettere tutto a memoria, facendo attenzione alle note del compositore, a quello che c'è scritto anche per l'orchestra. Quando, finalmente, durante il sonno, canto tutta l'opera, so di essere pronta ad andare in scena! Ma una cosa ci tengo a precisarla: durante le prove prima e le recite poi, il personaggio cresce e cresco anche io come artista: non c'è mai una recita uguale all'altra, per questo invito tutti ad andare a teatro a sentire i cantanti dal vivo: sarà sempre un'esperienza unica!
Hai in programma dei progetti che vorresti anticiparci?
Da pochi mesi ho iniziato una nuova collaborazione con l'agenzia Lirica World, gestita da giovani che hanno a cuore gli artisti e con loro sto lavorando a dei progetti interessanti che, con un po' di scaramanzia, preferisco non anticipare.
Hai ringraziamenti da fare a qualcuno in particolare? (non sarebbe male ringraziare tutti del teatro Massimo di Palermo, colleghi ecc)
Sicuramente al casting manager del Teatro Massimo che mi ha voluta nel cast dell'opera. Al regista Gigi Borruso che mi ha guidata ed aiutata ad inserirmi nello spettacolo, al cast tutto formato da Stefania Blandeburgo, Dario Frasca (attori bravissimi) ed i colleghi/amici Giuseppe Toia e Giuseppe Esposito. Colgo l'occasione per ringraziare tutte le maestranze che lavorano dietro le quinte e, senza le quali, lo spettacolo non si potrebbe mettere in scena!


Cosa scriverai nella lettera a Babbo Natale?
Che dire? I regali più belli me li ha già fatti: il mio compagno e nostro figlio!  Ma un paio di desideri "operistici" ancora li avrei: debuttare Amneris (nell'Aida), Leonora (ne La Favorita) ed Eboli (nel Don Carlo)... Sarebbero davvero dei bei regali! Chissà...
Hai un pensiero speciale per il tuo pubblico in occasione del Natale?
Assolutamente sì: noi dobbiamo ringraziare sempre il pubblico! Anche se in sala ci fosse un solo spettatore, io canterei per lui al massimo della mia performance! 
Noi gli dobbiamo rispetto, gli dobbiamo regalare le nostre emozioni, gli dobbiamo consegnare il dono che ci è stato fatto dal cielo: la nostra voce e la nostra arte. Colgo l'occasione per fare i miei più cari auguri a tutti quanti per un sereno Natale. Vi auguro un anno che vi doni serenità e gioia!





 Buon Natale a tutti e felice anno nuovo! 
Alessia Sparacio




Francesco Fornarelli

mercoledì 5 dicembre 2018

ANDREA VITELLO, la bacchetta italiana del repertorio contemporaneo.




Il toscano Andrea Vitello si appassiona alla musica già nell'età adolescenziale, quando decide di posare per la prima volta le proprie mani sulle cromie in bianco e nero dei lunghi e pesanti tasti di un vecchio pianoforte rimanendo affascinato dal suono creato dai martelli di rimbalzo.

Nota dopo nota le corde iniziarono a vibrare alla loro frequenza di risonanza in maniera sempre più armonica. I primi spartiti, la prima avventura da autodidatta. Poi decide che la musica non solo fa parte della sua natura, ma che potrebbe essere il futuro: per la vita. Così inizia lo studio di piano, di composizione, organo e gregoriano e direzione di coro.  Canta nella Corale Guido Monaco di Prato e si trova sul grande palcoscenico, in qualità di corista, nella Tosca e in Rigoletto. Ma non sarà certo questo il suo futuro. Terminato così il classico percorso di studi musicali inizia a frequentare il triennio di alto perfezionamento in direzione di orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese, con il docente Donato Renzetti, di cui diventerà assistente personale.

Uomo di arte, ama la letteratura, in particolare la poetica italiana, ascolta la musica sinfonica e la lirica ma ha una grande passione per i suoni di matrice afroamericana e nella sua biblioteca musicale risuonano note di blues, soul e Jazz.

Appassionato di viaggi e della buona cucina, ha nel suo taccuino migliaia di appunti legati alle memorie dei più bei luoghi che ha visitato nel nostro pianeta azzurro. Cina, Korea, Russia, Stati Uniti d’America e buona parte dell’Europa. E’ l’Italia però la grande passione di Andrea che, assieme alla compagna, la compositrice Elvira Muratore, ha percorso per lunghezza e larghezza, prediligendo sempre le città d’arte ed ovviamente le mete enogastronomiche.

Se questa è in breve la figura privata, iniziando a parlare di quella professionale la penna abbisogna di molto più inchiostro.
Andrea Vitello è un entusiasta interprete del repertorio contemporaneo. Ha diretto in concerto prime esecuzioni di autori quali Peter Eötvös, Tristan Murail, Oliver Schneller, Andrea Portera, Alessio Elia, Albertas Navickas e Rita Ueda ed ama scoprire e promuovere giovani compositori. Entusiasta ambasciatore della musica italiana, ha riscoperto e diretto numerose opere di compositori italiani meno noti, come Guido Alberto Fano, Silvio Omizzolo, Mario Pilati e Gian Francesco Malipiero.

Si è esibito in alcune tra le più importanti sale del panorama internazionale come la Carnegie Hall di New York, il Seul Art Center, il Teatro Petruzzelli di Bari, e la Sala Verdi di Milano e ad oggi collabora con diverse orchestre ed ensembles, tra le quali ricordiamo I Solisti del Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra Sinfonica MÁV di Budapest, l’Orchestra Sinfonica di Salonicco, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, la Korea Soloists Orchestra di Seul, l’ensemble Argento di New York, l’Orchestra Filarmonica di Koszalin, l’Orchestra Sinfonica di Khabarovsk e l’orchestra da camera de I Solisti Russi.

Il suo debutto discografico con il Pierrot Lunaire di Arnold Schoenberg, alla guida dell’Ensemble BIOS, con la voce di Anna Clementi, ha suscitato entusiastiche reazioni nella critica internazionale, recentemente di nuovo sollecitata dal CD “Octets”, edito da Warner Classics, in collaborazione con I Solisti della Scala, interpretando composizioni di Igor Stravinsky, Peter Eötvös (incidendo per l’occasione, in prima assoluta, l’Ottetto del compositore ungherese), Alessio Elia, Albertas Navickas e Rita Ueda.

Ed è nell’apice della sua carriera che proprio Donato Renzetti, che gli fu Maestro, dice di Vitello: “Le sue esecuzioni si sono distinte per le raffinate concertazioni e le originali proposte sia nei tempi che nei fraseggi. Lo considero uno dei giovani direttori più interessanti della sua generazione.”

Con le sue bacchette firmate da Andrea Boi, ha diretto l'Histoire du Soldat alla Carnegie Hall, ha debuttato lo scorso 11 Ottobre a Sanremo dirigendo la Seconda Sinfonia di Saint Seans e ha da poco terminato un viaggio musicale importante proponendo l’integrale delle sinfonie di Robert Schumann.

È da pochi giorni terminato il Secondo Concorso Internazionale per direttori d’Orchestra “Antal Doráti”, volto ad offrire una reale opportunità di carriera a direttori d’orchestra emergenti ed aperto a musicisti di ogni nazionalità senza limiti di età, nel quale Vitello è stato direttore artistico e preparatore dell’Orchestra Sinfonica Mav per la finale del concorso, e nell’occasione ha diretto La Mer, il Concerto per Orchestra di Bartok, il Mephysto Waltz di Liszt e tre brani contemporanei di Alessio Elia, Rita Ueda, Salvatore Frega.

Il futuro prossimo lo vede impegnato in Russia, il 6 dicembre a Ekaterinburg, la più importante città della Russia centrale, e il 7 dello stesso mese nella città di Perm, con un programma interamente italiano che partendo dal Barocco arriva sino alla musica di oggi. Verranno eseguiti due concerti di Vivaldi con i solisti dell’orchestra, due Sinfonie di Giovanni Battista Sammartini, il precursore del sinfonismo di Haydn, le “Due Invenzioni” di Bruno Bettinelli, la “Sonata per archi” di Silvio Omizzolo e “Original Mater” di Andrea Portera.



Di seguito riportiamo i dettagli del programma.



L’Orchestra “I solisti della Russia”, diretta dal M° Andrea Vitello.

Le 2 date uniche, in collaborazione con la Fondazione Omizzolo Peruzzi:

il 6 dicembre c.a, alle ore 19.00 presso il Museo di Storia di Ekaterinburg,
indirizzo: K. Liebknechta st., 26. Ekaterinburg, Russia;

il 7 dicembre c.a., ore 19.00 preso il Salone della Filarmonica Regionale di Perm
indirizzo: Sibirskaya st., 11. Perm, Russia.



Il programma dei due concerti :

Prima parte:
Antonio Vivaldi: Concerto per violino "Il Rosignolo", RV 335;
Antonio Vivaldi: Concerto per 2 violoncelli, RV 531;
Giovanni Battista Sammartini: Sinfonia in Sol Maggiore, JC 44;
Giovanni Battista Sammartini: Sinfonia in La Maggiore, JC 60.

Seconda parte:
Bruno Bettinelli: 2 invenzioni per archi;
Silvio Omizzolo: sonata per archi;

Andrea Portera: Original Mater.

I brani della seconda parte del concerto sono in prima esecuzione assoluta in Russia.

I Maestri Solisti:
Dmitriy Yakovlev (Дмитрий Яковлев) – cello;
Maria Malysheva (Мария Малышева) – сello;
Irina Panova (Ирина панова) – violin.



sabato 24 novembre 2018

Intervista al Maestro Andrea Vitello


Abbiamo incontrato il Maestro Andrea Vitello prima della sua partenza per la Russia, dove sarà protagonista di una serie di concerti che dirigerà in sedi prestigiose come il Museo di Storia di Ekaterinburg, la più importante città della Russia centrale ed il Salone dell’Orchestra Filarmonica di Perm.



Maestro ci racconti quando è iniziata la sua passione per la musica, citando un momento significativo dell’esordio della Sua carriera.
Mi sono appassionato di musica in adolescenza, ricordo che quando ho scoperto il pianoforte ho iniziato a passare ore ad improvvisare e a leggere spartiti, più che a studiare in maniera sistematica. Non ho avuto un’educazione musicale regolare e ho ottenuto i primi titoli di studio da autodidatta in maniera anche un po' avventurosa.
Un momento che ricordo con particolare piacere riguarda il primo concerto che ho fatto in una sala importante, il Seul Art Center, nel 2013.
Erano in sala oltre 1500 persone giunte da tutta la regione in particolare per ascoltare il baritono Ettore Kim, (noto anche in Italia per avere debuttato giovanissimo alla Scala sotto la direzione di Riccardo Muti) e stavo accompagnando il duetto del II atto tra Rigoletto e Gilda.  Avevamo convenuto di fermarsi prima di “Si vendetta, tremenda vendetta” che avevamo provato una sola volta e non figurava in programma.
Prima di entrare in scena ci siamo guardati con Kim che in un perfetto italiano mi diceva come fosse difficile resistere fermarsi come da programma proprio prima della cabaletta.
Ricordo di avergli detto mentre entravamo in scena qualcosa tipo: “Decidi tu, guardami e se vuoi andare avanti fammelo capire, noi ti seguiamo”, e così abbiamo fatto, guadagnandoci una standing ovation che ricorderò per sempre.

- La prima volta in cui è salito sul podio: quali furono le sensazioni davanti all’orchestra?
La sensazione di avere l’opportunità di creare qualcosa di splendido.

- Lei ha diretto orchestre in alcune delle sale musicali più importanti del mondo: la Carnegie Hall di New York, il Seul Art Center di Seul e in Italia al Teatro Petruzzelli di Bari e alla Sala Verdi di Milano, per citarne alcune.  È la prima volta che dirige in Russia?
Sono stato in Russia in altre due occasioni, a Mosca con l’Orchestra del Ministero della Difesa e a Khabarovsk nella Russia Orientale con la Filarmonica Statale omonima. Due esperienze che mi hanno dato molto ed è per questo che ho accettato l’invito per Ekaterinburg e Perm, seppure in un periodo dell’anno dove il termometro tocca i -30 e per un mediterraneo come me non sia proprio il clima ideale…


- Che programma ha previsto per il concerto del 6 dicembre a Ekaterinburg e per quello del 7 dello stesso mese nella città di Perm?
Proporrò un programma interamente italiano che partendo dal Barocco arriva sino alla musica di oggi. Eseguiremo due concerti di Vivaldi con i solisti dell’orchestra, due Sinfonie di Giovanni Battista Sammartini, un autore considerato da precursore del sinfonismo di Haydn, le “Due Invenzioni” di Bruno Bettinelli, la “Sonata per archi” di Silvio Omizzolo e Original Mater di Andrea Portera.

- Lei sta diventando “la bacchetta” di riferimento per uno specifico repertorio musicale, che definirei quasi di nicchia. È una Sua scelta lavorativa o una vera e propria passione?
La scelta del repertorio dipende da molti fattori ma se si pensa alle ore di studio necessarie per affrontare una nuova partitura si comprende come qualsiasi scelta in tal senso sia in primo luogo dettata dalla passione.
Ritengo che il repertorio italiano del ‘900, con particolare riferimento a quel periodo che va grosso modo dalla fine della Grande Guerra ai primi anni ’50, abbia tutte le caratteristiche per fare breccia nel cuore degli ascoltatori e meriti anche per questo una attenzione maggiore di quella che trova oggi nelle sale da concerto.

- Quali sono i suoi compositori preferiti? Dal classico al contemporaneo.
Sono banale se dico quelli che sto eseguendo in questo momento?

- Il contemporaneo. Passione, critica e capacità di ascolto. Qual è la giusta chiave di lettura per l’ascolto della musica classica dei giorni nostri?
La passione e la curiosità.

- E la cultura?
La musica deve appassionare e offrire un’esperienza estetica (intellettuale, emotiva) importante, e questo richiede certamente che ci si avvicini ad essa con consapevolezza.
La cultura necessaria per godere appieno di un’opera d’arte non dovrebbe però bloccare la nostra curiosità e impedirci di godere di qualcosa di nuovo.

- Nota delle differenze sostanziali nel lavorare all’estero rispetto l’Italia?
I luoghi comuni che conosciamo sono spesso veri, o almeno basati su delle verità.
L’italiano all’estero è generalmente amato, anche per cose che possono sembrare banali come il vestire, i modi eleganti, il gusto per la cucina o il modo di rapportarsi con gli altri.
Tutte questo si riflette in un modo di fare musica molto apprezzato nei paesi in cui ho avuto modo di lavorare fino ad ora.


- Pur essendo un giovane direttore d’orchestra ha già catturato l’attenzione di diverse ed ambite case discografiche come Warner Classic, che ha già distribuito sul mercato, quest’anno, il suo CD “Octets”, nel quale dirige i solisti del Teatro alla Scala di Milano. Certamente un repertorio non facile e forse neanche “easy listening”. Eppure sappiamo che ha riscontrato un notevole impatto mediatico e autorevoli critiche, favorevoli e positive. 
Quello della registrazione è un momento professionale che l'appassiona?
Amo molto l’esperienza della registrazione, dalla fase di studio a quella dell’incisione vera e propria sino alla creazione del “master”, del prodotto finito e curo personalmente il montaggio dei miei dischi.
È un modo di lavorare molto diverso da quello che si adotta per la realizzazione di un concerto, si lavora meno “di pancia” e più “di testa” diciamo, può essere molto stressante se non si creano le condizioni ideali ma anche molto appagante quando si ottiene un buon risultato.

- Davanti al Suo fitto calendario e alle Sue numerose attività, quanto tempo riesce a dedicare allo studio?
Mi impongo di dedicarmi ogni giorno, regolarmente, allo studio sistematico dei programmi più prossimi e delle nuove partiture.

- Riesce a far coincidere equamente e armonicamente la sua vita professionale con quella privata?
Convivo con la compositrice Elvira Muratore, e il fatto che anche lei sia del settore semplifica molto la nostra relazione in quanto non è semplice, per un non addetto ai lavori, accettare il fatto che il proprio compagno o la propria compagna siano lontani per periodi anche lunghi.
In ogni caso quando possibile viaggiamo assieme ed è molto romantico trovarsi a fare una cena a lume di candela una volta a Budapest, una volta a Parigi…


- Ci racconti brevemente alcuni dei suoi progetti futuri.
Il prossimo anno avrò alcuni debutti importanti, in Ungheria con la Filarmonica Kodaly di Debrecen, in Bulgaria con l’Orchestra dell’Opera di Plovdiv (città Capitale Europea della Cultura 2019 e orchestra eccezionale, senz’altro una delle migliori della regione) e in Grecia con l’Orchestra della Radio Televisione Nazionale.
I programmi sono ancora in via di definizione, sto cercando di portare in questi luoghi la Seconda Sinfonia di Alfano, un’opera monumentale scritta nel 1932. Certo non un’opera di avanguardia ma veramente splendida. Purtroppo Franco Alfano è conosciuto perlopiù per l’aver completato la Turandot ma ha una produzione lirica e strumentale di altissimo valore e la Seconda Sinfonia in particolare dimostra di avere forza espressiva, bellezza e sapienza compositiva.
Stiamo inoltre lavorando alla promozione del CD scaligero, non è facile incastrare le date di tutti i musicisti coinvolti –l’avere inciso con le prime parti del maggior teatro lirico del mondo ha sicuramente reso l’operazione molto avvincente ma trovare date libere concomitanti è un vero incubo - ed è in corso la discussione per la realizzazione della presentazione in Ungheria presso il Palazzo delle Arti di Budapest (MUPA), una delle sedi principali dei concerti della Budapest Festival Orchestra di Ivan Fischer.
Sul versante operistico attendo con ansia di tornare in Corea del Sud dove debutterò Don Giovanni presso il teatro nazionale di Gyungnam.





Francesco Fornarelli