sabato 2 novembre 2019

Opera Galà International



Un Evento Esclusivo nella splendida cornice della SALA BALDINI a ROMA il 9 NOVEMBRE 2019 alle ore 19.30.

Associazione Culturale
NEW OPERA DIMENSIONS
presenta :

Opera Galà International
Un tributo alla musica lirica europea da parte di artisti internazionali.


I cantanti lirici:
soprano Heejung Park
soprano Geumsuk Jang
soprano Namae Kim
soprano Haeree Kim
tenore Sunwoo Jung
tenore  Jugon Kim
mezzosoprano Ayana Sambuu
accompagnati dal pianoforte della pianista russa Victoria Khalilova rappresenteranno
l'Italia,la Mongolia, la Corea Sud e la Russia e canteranno
i capolavori più rari dell'opera lirica in italiano , inglese, tedesco, francese come omaggio ai compositori più importanti d'Europa:
Haydn, Haendel, Rossini, Meyerbeer, Donizetti , Bellini , Bizet , Bernstein.

Ingresso libero!

martedì 22 ottobre 2019

INTERVISTIAMO AYANA SAMBUU


E’ noto il gran successo riscontrato al suo concerto tenutosi a Roma il 27 Luglio alla Sala Baldini, ci racconti le sue impressioni di questa sua esperienza artistico musicale.

Innanzitutto, grazie per la possibilità di raccontare del nostro evento “Le Arie d’Opera più belle di sempre.” Si, abbiamo avuto un riscontro meraviglioso da parte del pubblico, che ci ha accolto molto calorosamente. Quindi abbiamo già qualche data per replicare e ci esibiremo nuovamente presso la Sala Baldini, della quale mi sono letteralmente innamorata; veramente bellissima e si colloca proprio nel cuore di Roma! La prossima data sarà il 21 Dicembre per “Il Concerto di Natale” e sicuramente saranno aggiunte altre arie d’opera molto amate dal pubblico.
E’ possibile prenotare il biglietto del prossimo concerto su: #newoperadimensionsromeitaly o pagina FB New Opera Dimensions Online Opera & Arts Magazine.


La nostra pianista Victoria Khalilova ed io stiamo collaborando da un po’ di anni e abbiamo deciso di creare questo duetto A&V Elegance DUO, come uno dei principali progetti dell’associazione Culturale New Opera Dimensions, della quale sono la Presidente.
Io e Victoria ci siamo conosciute nel 2014 al Beyond Music Festival di Benasque in Spagna.
Abbiamo collaborato insieme per diverse produzioni operistiche come “La Cenerentola” di G. Rossini ed “L’ Elisir d’amore” di G. Donizetti, con cast ed orchestre sinfoniche internazionali; Gala Concerti ed altri eventi sotto la guida di importanti direttori d’orchestra italiani.
Insieme ci siamo esibite anche al Teatro di Villa Torlonia di Roma; al Teatro Accademico di Opera e Balletto della Mongolia; al Palazzo Chigi di Formello a Roma, al Concert Hall della Filarmonica dello Stato della Mongolia e al Palazzo Zaragoza di Benasque in Spagna.

Questa volta abbiamo presentato una raccolta delle arie più amate e conosciute dal pubblico, che va dal barocco al periodo più recente: Gluck, Haendel, Rossini, Meyerbeer, Donizetti e Bellini. Tra gli ospiti in sala, molte personalità diplomatiche venute dall’Asia, dalla Russia, dalla Francia, dall’ Ukraina, da New York e da Amsterdam. Ringrazio davvero tutte le persone che sono venute dall’ estero specialmente per ascoltare il nostro Duo e per trascorrere una serata in compagnia della grande musica. Ringrazio i partner che ci hanno aiutato a gestire il pubblico venuto dall’estero, tra cui: gli hotel and B&B che hanno accolto così bene i nostri ospiti, che sono rimasti davvero tutti molto felici.



In molti conoscono Ayana Sambuu come mezzosoprano di coloratura, ma siamo a conoscenza anche delle sue ottime capacità organizzative di eventi musicali; da cosa nasce questa capacità manageriale?

Il mondo in cui viviamo oggi ci porta ad avere un modo di lavorare in maniera molto competitivo sotto ogni aspetto e questo vale non solo nel mondo del lavoro. Le generazioni precedenti vivevano tempi nei quali i governi dei paesi sviluppati, ritenevano necessario ed importante rappresentare se stessi al massimo dei livelli professionali, non solo nello sviluppo industriale ma anche nell’arte, nella cultura, nel teatro e nello sport. Forse in qualche modo la stessa guerra fredda ha spinto i governi a finanziare, sviluppare e organizzare nel miglior modo tutto questo, per pura competizione e per i motivi politici, coinvolgendo gli artisti migliori in assoluto. Invece, io e i miei coetanei ormai apparteniamo alla generazione della cosiddetta “libertà”, dove purtroppo i valori della democrazia sono spesso percepiti in modo totalmente sbagliato. Oggi nel mondo della lirica non c’è più quella organizzazione di una volta, ma soprattutto non ci sono più i fondi economici di quell’epoca e nemmeno gli interessi politici, che dovrebbero esserci non dico per migliorare, ma per lo meno mantenere lo stesso livello e finanziare le maestranze coinvolte. Non esiste più un’organizzazione ben coordinata, ma tutto è sparso fra mille piccole e grandi agenzie, associazioni, che miracolosamente riescono fare qualcosa nonostante tutto. Quindi in questo mondo ai giorni d’oggi e tra il caos estremamente commercializzato, viene quasi naturale essere bravi anche come manager per se stessi, perché è molto importante saper innanzitutto vendersi, per poi riuscire a vendere uno spettacolo o un format.



La prima volta in cui è salita sul palcoscenico: quali furono le sensazioni davanti al pubblico?

In questo senso sono molto fortunata. Sono nata nella famiglia di un grande regista cinematografico. Mio nonno Tseveenii Zandraa fu il primo regista professionale della Mongolia, fu l’allievo dei grandi Eisenstein e Pudovkin. Introdusse i primi film musicali in Mongolia, molti film erano dedicati al Teatro d’Opera, all’ orchestra sinfonica, al balletto ed ovviamente e soprattutto ai cantanti lirici. I suoi film ebbero talmente un grande successo che fece innamorare il pubblico dell’opera lirica, dove i cantanti lirici presero vita proprio nei suoi film. Credo che il successo di tanti giovani cantanti lirici della Mongolia nel mondo di oggi, sia dovuto al fatto che fin da piccoli siamo stati avvolti della bellezza del mondo del canto lirico soprattutto grazie ai quei film di mio nonno.

Questo spirito, che lui riuscì a trasmettere ad intere generazioni, è stato anche per me un fattore molto spontaneo e abbastanza naturale nel salire in palcoscenico. Quando lui lavorava su alcuni suoi film e documentari, mi portava ovunque con sè fin dalla mia tenera età. Incontravamo molte persone importanti, conoscevo posti nuovi e mi faceva salire e scendere dai vari palchi per giocare. Perciò non ho avuto una sensazione di grande novità nel salire sul palco a cantare. Ero più concentrata sempre sul “contenuto” di quello che dovevo esibire. Quando sono salita sul palco come cantante avevo appena 18 anni per un talent show di livello nazionale in Mongolia. Ho avuto sempre la sensazione che il palco è il posto dove mi sento assolutamente bene e apposto con me stessa. Per mia grande sorpresa vinsi subito un premio speciale e un premio del pubblico, questo certamente mi ispirò moltissimo nel continuare con il canto, così decisi seguendo il consiglio del nonno, di prendere lezioni di canto lirico, e proprio lui, dopo quella volta della mia esibizione davanti al pubblico, mi portò dal mio primo maestro, Gongoryn Khaidav, il più importante tenore della Mongolia di quell’epoca.



Cosa consiglia ai giovani cantanti che desiderano intraprendere la carriera artistica?
Innanzitutto, capire se si vuole essere cantante per mestiere o per qualche altra ragione. Ovviamente gli studi musicali e professionali sono fondamentali, senza dei quali non si va sicuramente molto lontano, ma io credo sempre che ci deve essere anche un qualcosa che parte dal cuore oltre che dalla passione, che va al di sopra di qualsiasi studio per diventare un bravo artista e quindi un cantante professionista.

La cosa importante per un cantante è saper trasmettere emozioni vere. Bisogna poi ovviamente cercare di capire come perfezionarsi, seppur non sempre ci si riesce da soli. Ma con l’aiuto di professionisti si può arrivare a superare ostacoli importanti e determinanti per intraprendere il canto come professione. Per cui non bisogna vergognarsi dei propri sbagli, ma lavorarci sopra per non ripeterli, tutto ciò senza castigare la propria persona e facendosi seguire da insegnanti professionisti. Lavorare su se stessi e sui propri errori è parte del processo di perfezionamento.

Come dice il detto sbagliando si impara. Bisogna tener conto che non ci sono leggi precise nel mondo della lirica e della musica di oggi in generale, si deve cercare di essere “puri” non solo nel canto, ma anche nello spirito, questo forse fa parte della vera perfezione di ognuno di noi, che è davvero ciò che bisogna raggiungere e seguire come una legge ovunque noi ci troviamo. E come dico io sempre a mia figlia: “Chi fa i “compiti” bene a casa, sarà sempre più vicino al successo …
Credo che questo pensiero sia importante per un giovane che vuole intraprendere questa carriera artistica.



Nota delle differenze sostanziali nel lavorare all’estero rispetto l’Italia? Sappiamo che lei torna molto spesso nella sua terra di origine, ci racconti…  

Credo ogni luogo ha le proprie qualità di arte e cultura. In Italia purtroppo ci sono pochi spazi tra i media per il teatro e per l’opera. Mentre in altri paesi ci sono interi programmi televisivi e telegiornali dedicati al teatro e ai cantanti, che spaziano dalla musica classica all’opera lirica, questo ripetuto ogni giorno durante gli orari di maggiore ascolto. Così facendo si crea anche un marketing vero e proprio per l’intero settore.  Ci sono molti programmi esteri dedicati specialmente ai cantanti lirici. In Mongolia, ad esempio, essere un cantante lirico/a è quasi come essere un politico importante, perché le persone ascoltano quello che dicono i politici o quello che ascoltano dai cantanti e dalla musica in toto! D'altronde fa parte della nostra natura   ascoltare le parole che qualcuno trasmette al grande pubblico. Sicuramente le conseguenze del canto all’estero sono più piacevoli!
Quando senti la tua arte diffusa al mondo che viene apprezzata, riconosciuta e rispettata, vedi comprendere l’amore per quello che si fa, questo è molto bello e porta grande soddisfazione per una cantante.  

Io amo l’Italia, per me questa è la mia seconda casa, ma devo comunque ammettere che è molto difficile emergere ai giorni d’oggi per le varie problematiche politico sociali.  Vivo in Italia da anni con la mia famiglia mio marito e mia figlia e sono la mia ragione di vita, quando canto vedo nei loro occhi la felicità di sentirmi cantare e sento sempre di più, che questa è la mia vita e il posto a cui appartengo.

 
Quale ruolo le piacerebbe affrontare che ancora non ha debuttato?
Adalgisa dell’opera di Bellini. Mi piacerebbe cantare qualche ruolo di un’opera barocca, mi piace molto ad esempio Fiordiligi del Così fan tutte di Mozart.

 
Sogni nel cassetto?
Mi piacerebbe vedere in Mongolia ad esempio produzioni dell’Arena di Verona o del Teatro alla Scala di Milano e viceversa produzioni liriche della Mongolia qui in Italia in grandi teatri. Sarebbe uno scambio culturale pazzesco, di gran collaborazione tra i due paesi diversi, ma unici nelle loro individualità.


Nello stesso modo vorrei che il pubblico italiano scoprisse e cominciasse ad apprezzare anche i nostri grandi talenti portandoli qui in Italia ed Europa in generale. Vorrei che funzionasse il sistema dello scambio culturale fra i paesi esteri, non solo con la Mongolia, creando così maggiori possibilità di lavoro per un maggior numero di cantanti lirici che nascono oggi.


Vuole ringraziare qualcuno in particolare?
Si assolutamente ci tengo molto a ringraziare tutti che collaborano con me, soprattutto i membri della nostra Associazione Culturale New Opera Dimensions e le persone che hanno contribuito all’evento in diversi modi: Marco Desideri Elena, Orlandelli, Elena Marchenko, Anita Desideri, Lara Ferrara, Andrés Arce Maldonado e Medo Samy.

Special Guests: Elena Marchenko, Irina Shynkar ,Bayarsaikhan Maralgoo, Damdinsuren Oyu ,Basbish Nomulin, Sanjjav Bayasmaa, Rentsen Batsaikhan, Purevkhuu Enkhtungalag, Enkhtuya Dendev, Unurjargal Baayaa e M°Paul Gerimont.

I Media Patner:
@ItaliaMagazine
Agenzia Lirica World di Milano
OggiRoma
Notizie Lampo

Ringraziamenti anche ai partner:
GESAD supermarket Ardea (RM)
Ardea Filarmonica
Locanda del Fante B&B
Impero Vaticano Groups




Francesco Fornarelli

martedì 16 luglio 2019

A&V Elegance DUO: Ayana Sambuu e Victoria Khalilova in concerto a Roma


Associazione Culturale
“NEW OPERA DIMENSIONS”
presenta

Un EVENTO ESCLUSIVO 
nella splendida cornice della SALA BALDINI :
A&V Elegance DUO   

LE ARIE D’OPERA Più BELLE DI SEMPRE…

Ayana Sambuu mezzosoprano coloratura  / Victoria Khalilova pianoforte


Due meravigliose artiste di musica classica e canto lirico, Ayana  Sambuu mezzosoprano coloratura e Victoria Khalilova pianoforte, presenteranno il concerto lirico “Le Arie d’Opera più belle di sempre” nella splendida cornice della Sala Baldini a Roma , piazza di Campitelli n° 9 il 27 Luglio 2019 alle 18:30.  Una raccolta delle arie più amate e conosciute dal pubblico , dal barocco al periodo più recente : Gluck , Haendel , Rossini , Meyerbeer, Donizetti e Bellini ed alcune sorprese speciali per il pubblico  non soltanto italiano, che verrà direttamente dall’ Asia , Russia, Francia ,Ukraina, New York ed Amsterdam.
Le artiste di musica lirica  si sono conosciute nel 2014 al Beyond Music Festival di Benasque, SPAGNA.

Hanno collaborato insieme per  diverse produzioni operistiche come “ La Cenerentola “ di G. Rossini  ed “ L’ Elisir d’amore “ di G. Donizetti con cast ed orchestre sinfoniche internazionali ; Gala Concerti ed altri eventi sotto la guida di importanti direttori d’orchestra  italiani .
Insieme si sono esibite al Teatro di Villa Torlonia, Roma , Italia; al Teatro Academico di Opera e Balletto della Mongolia; al Palazzo Chigi di Formello , Roma , Italia; al Concert Hall della Filarmonica dello Stato della Mongolia; al Palazzo Zaragoza di Benasque, Spagna.

La celebre cantante Ayana Sambuu , il mezzosoprano coloratura, di fama internazionale vive e lavora  a Roma, Italia. Si è formata soprattutto sotto la guida del Grande Maestro Paolo Montarsolo. Il suo repertorio include le opere di  Mozart, Rossini, Bellini ed altri compositori e un vasto programma di arie barocche, arie e romanze italiane,russe, francesi, spagnole.
I ruoli più acclamati sono soprattutto delle opere di Rossini come Cenerentola ( La Cenerentola ) e Rosina ( Il barbiere di Siviglia); è stata invitata come ospite speciale a numerosi programmi TV  in Italia e  Mongolia, è stata ospite speciale e cantante ad alcune presentazioni di EXPO Milano 2015.
Inoltre ha prestato la sua voce come colonna sonora per alcuni film fra i quali “ Bernini racconta Bernini”, regia di Andrés Arce Maldonado.

Ha cantato nei teatri d’opera e in prestigiose sale da concerto e ha partecipato nelle presentazioni importanti   in Italia, Mongolia, Gran Bretagna, Spagna, Grecia, San Marino, Francia, Cina e Hong Kong .
La straordinaria pianista Victoria Khalilova  attualmente studia e lavora in Italia.
È la vincitrice di svariati concorsi internazionali per pianisti in Russia, Germania, Bulgaria, ha debuttato come pianista solista in Spagna e in Italia. Si è laureata al Conservatorio di S. Rachmaninov  a Rostov, Russia,conseguendo i Diplomi di I e II livello in pianoforte e canto. Ha lavorato come pianista accompagnatrice nelle produzioni  d’opere come “ La Cenerentola “ di G. Rossini e “ Elisir d’amore “ di G. Donizetti a Roma, Italia, Russia  ed alcuni paesi asiatici.

Biglietti ed info : VIVATICKET.IT 
 Pagina FB #newoperadimensionsromeitaly

domenica 26 maggio 2019

M° MAURIZIO BARBACINI – Intervista a cura di Federico Borlandelli





Il debutto al Metropolitan di New York. Come ci è arrivato? Ci sono interessanti aneddoti?

Dopo una recita di Trovatore a Philadelphia, Jonathan Friend, responsabile dei cast al Metropolitan, venne nel mio camerino e mi disse che era venuto per ascoltare il soprano, ma era stato impressionato dal direttore, che ero io, quindi mi invitò nei giorni seguenti nel suo ufficio assieme al mio agente per concordare il mio inserimento nella stagione seguente con “Traviata”. Cosi fu il mio ingaggio nel tempio mondiale della lirica con una delle opere più rappresentative del mondo operistico. Una volta in più ammirai la grande professionalità americana nel prendere delle decisioni.


Ci parli della Sua produzione di Traviata con Zeffirelli. Prima cantante e poi direttore d’orchestra?   

Essendo gemello di  Paolo, famoso tenore, andai per caso all’audizione col maestro Levine prima e con Zeffirelli poi, per il ruolo di Gastone nel famoso opera film “La Traviata” con Stratas e Domingo. Dico per caso perché il ruolo era stato offerto ovviamente a mio fratello gemello che però in quel momento era impegnato, per cui in accordo con lui decisi di andare io. Superai brillantemente le audizioni e venni confermato nel ruolo. Girammo il film, registrammo musica e canto e dopo un lungo periodo il film usci con enorme successo. Pochi anni dopo andai al Met per una produzione di ”Traviata” di Franco Zeffirelli, questa volta come direttore d’orchestra: ricordo l’incontro con Franco che sapendo dei gemelli Barbacini non aveva capito che ero sempre io, per cui dopo un momento di confusione e di stupore capi e si complimentò vivamente per il mio percorso professionale. Ricordo che dopo il film mi offerse di cantare il Cassio nell’Otello che poi fece. Fui lusingato per questa nuova offerta ma ormai la mia decisione era irremovibile: la mia vita sarebbe stata con la bacchetta in mano, su di un podio.

Come è successo questo passaggio da cantante a direttore? Non aveva in programma una produzione di Otello con Domingo e la Ricciarelli alla quale partecipare?

Nel mio DNA la direzione d’orchestra era la prima scelta, avendo un diploma in pianoforte ed in composizione ero di fatto un musicista a tutto tondo per cui avendo anche una bella voce mi sono preso qualche importante soddisfazione, cantando diversi ruoli da tenore con direttori del calibro di J. Levine, G. Pretre e C.Kleiber, e capire così quali problemi possono esserci  per i cantanti. Infatti questa esperienza mi servì  per affermarmi in questo difficile ambito: il direttore d’opera.

La Manon Lescaut a Parigi. Nello Santi aveva sentito parlare di Lei dal suo gemello Paolo, noto tenore. Come sono andate le cose esattamente?   Ci sono interessanti aneddoti a proposito?      

Il Maestro Nello Santi è per me la persona che ha dato il via alla mia carriera. Avevo fatto visionare da lui un mio video di Tosca fatto a Reykjavik e lui rimase molto impressionato e così dopo alcuni mesi il telefono squillò ed era proprio il Maestro Santi che mi stava offrendo di dirigere la Manon Lescaut all’Operà Bastille di Parigi.

Quindi Nello Santi Le ha passato la bacchetta per le ultime sette recite a Parigi. Scambi di battute con il grande Maestro?    

La lungimiranza del maestro Santi si rivelò proverbiale anche perché mi disse che non avrei avuto prove, che avrei solo dovuto seguire le sue stesse prove dell’opera. Io avrei dovuto poi dirigere le ultime sette recite. Un po’ incoscientemente accettai, dicendo a me stesso  che se un Maestro di tal esperienza dava il  benestare, probabilmente avrebbe avuto ragione e che l’ avrei potuta fare. Cosi fu e quando la sera della mia prima recita lo chiamai dicendogli del gran successo ottenuto lui mi rispose, col suo simpatico modo, che quella sera eravamo ingrassati quattro chili, due chili io e due chili lui. Non lo potrò mai dimenticare.

Questo momento a Parigi Le ha aperto le porte ad altre importanti produzioni?   

Da qui la mia carriera prese letteralmente il volo, ogni sera arrivavano personaggi importanti, dei maggiori teatri del mondo, che mi offrivano produzioni su produzioni.


Pesaro e Helsinki sono due città che Le ricordano l’amico Dario Fo. Dico giusto? Ci racconti di più…

Ho avuto la fortuna di frequentare assiduamente il Grande Dario Fo in occasione della Gazzetta al ROF di Pesaro e del Viaggio a Reims a Helsinki, due produzioni storiche, visto il grande successo ottenuto. Dario era come un vulcano in continua eruzione e mi ha aperto un mondo nel comprendere le sfumature più recondite del mondo teatrale. Essendo la Gazzetta un’opera presa qua e la dal genio rossiniano, spesso ci si trovava a tagliare alcuni recitativi con evidenti problemi drammaturgici. Ricordo che in un’occasione di queste, compose addirittura una “tamurriata” napoletana che risolse in modo geniale un momento molto delicato offrendolo alla memoria del grande Gioacchino Rossini. In una sola notte risolse un problema che solo i “geni” possono fare.


Dario Fo una persona davvero speciale per Lei quindi. Qualche aneddoto interessante di questa amicizia.

Aneddoti tanti, uno in particolare: durante il nostro lungo soggiorno ad Helsinki mi ospitò sovente a casa sua per cenare assieme e per discutere dei problemi teatrali. Non volle mai che io lavassi i piatti. Un giorno misi un aut aut: la condizione era che io mangiassi assieme a lui, ma che assolutamente lavassi i piatti. Lui rispose “Non posso far lavare i piatti ad un direttore d’orchestra” ed io di contro gli ricordai che lui era stato insignito del premio Nobel. Così un po’ a malincuore accettò.


25 anni dopo il debutto al Met quante emozioni ha avuto in questi anni. Il momento più significativo della Sua carriera?   

Il momento più significativo è stato senza dubbio l’inizio della mia carriera, quando ho capito che la direzione d’orchestra era la mia strada.

Quale è l’opera che ha diretto più volte e quella che più Le piace dirigere?

La Traviata in tutte le possibili versioni e ovunque. L’opera che mi piace più dirigere è invece il Don Carlo.

Maestro a tutto tondo. Ci parli della Sua vita nella musica.  

Una vita con la musica penso sia la miglior vita per un essere umano. La musica non tradisce mai, la musica è onestà. Con la musica si ha la possibilità di scoprire ogni recondito spazio del pensiero umano. Quindi la musica è fonte di salute.

Con il Suo gemello Paolo avete lavorato assieme?

Con Paolo abbiamo spesso lavorato assieme, ricordo concerti con lui e Mariella Devia, Elisir d’amore in Spagna e Traviata al Teatro Regio di Torino.

Progetti per il futuro immediato?

Continuare qualche interessante produzione e cercare di trasmettere il mio “sapere” ai giovani promettenti di oggi. Devo dire che Andrea Battistoni è una mia creatura, l’ho portato con me a Basilea per una lunga produzione di Boheme per poi fare in modo che lui dirigesse le ultime sei recite che io non potevo fare, come fece il maestro Santi per me. E da lì partì la sua brillante carriera. A novembre mi aspetta un appuntamento a Sofia, in Bulgaria dove dirigerò un importante recital. Ma per ora non sveliamo proprio tutto.





BIOGRAFIA

Nato a Reggio Emilia, ha studiato canto, pianoforte, composizione e direzione d’orchestra. Dopo gli esordi in veste di tenore, con l’aiuto del Maestro Nello Santi, approda con grande successo alla direzione d’orchestra alternandosi nel repertorio sinfonico ed operistico. È stato Direttore Principale all’Opera Company di Philadelphia, a Stoccolma, Helsinki e Copenhagen.
Ha diretto alcune tra le più importanti orchestre del panorama musicale internazionale: Danish Philarmonic Orchestra; Finnish Radio Simphony Orchestra; l’Oslo Philarmonic; Swedisch Radio Symphony; Göteborg Opera Orchestra; Icheland Simphony Orchestra; Munchner Ründfunkorchester, Wiener Statsoper, Wiener Philarmoniker, Dresden Philarmoniker, Metropolitan Orchestra, Cincinnati Symphony anche con solisti del calibro di: Bruson, Giacomini, Kunde, LaScola, Armiliato, Cappuccilli, Giordani, Gallardo Domas, Netrebko, Donose, Dessì, Nucci, Raimondi, Siragusa, Kaufman, Ricciarelli, Gheorg Hiu, Calleja, Alaimo, Gasdia, Johannsson, Osborn, Miricioiu, Taddia.
Ha diretto nei principati Teatri Lirici del mondo: La Bohème ad Oslo, Basilea, all’Opéra Bastille di Parigi, Tenerife, Tokyo, Bari; Il Barbiere di Siviglia ad Oslo, al Komische Oper Berlino, Stuttgart, Vienna, San Francisco, nel Circuito Lombardo, a Parma; Trovatore a Zurigo, al Deutsche Oper Berlino, Amburgo, Liegi, Tenerife, Philadelphia e a Trieste; Capuleti e Montecchi a Basilea, Philadelphia, a Catania; Nabucco ad Helsinki e a San Gallo; Manon Lescaut a Francoforte, Opéra Bastille di Parigi, Las Palmas, Cincinnati; Werther a Francoforte, Philadelphia; Ratto di Lucrezia a Francoforte; Don Pasquale alla Komische Oper Berlino, a Monaco, Opéra Comique di Parigi, Tenerife; Cenerentola a Stuttgart; Rigoletto a Dusseldorf, Duisburg, Liegi, Philadelphia; Signor Bruschino all’Opéra Comique di Parigi; Simon Boccanegra a Liegi; La Gazzetta a Barcellona e al Rof di Pesaro; La Favorita a Tenerife, Turandot a Philadelphia; Lucia di Lammermoor ad Oslo, a Francoforte, Dusseldorf e Duisburg, Tenerife, Toronto; Carmen ad Oslo, a Helsink, Tokyoi; Madama Butterfly a Monaco, Dresda, Valladolid, Las Palmas, Philadelphia, San Francisco, Toronto, Munchen; Così fan tutte a Philadelphia; La Traviata ad Oslo, a Helsinki, San Gallo, Komische Oper Berlino, Amburgo, Tenerife, Philadelphia, Metropolitan, Venezia; Andrea Chénier a Tolone; Falstaff a Philadelphia, Cincinnati, Detroit e a Torino; Le Nozze di Figaro a Deagu (Corea); Le Villi e Mese Mariano al Spoleto Festival di Charleston; La Scala di Seta all’Opéra Comique di Parigi; Sonnambula nel Circuito Lombardo; Otello a Modena e Piacenza; Ballo in maschera a Reykjavik, a Monaco; Tosca a Reykjavik, Dusseldorf e Duisburg, Vienna, Philadelphia, San Francisco, Antwepen e Gent; Macbeth a Liegi, Sidney; La Forza del destino a Reykjavik, Berna, Tokyo; Il Turco in Italia a Monaco; Ariadne auf Naxos a Philadelphia; L’Inganno Felice Opéra Comique di Parigi; Don GiovanniTolone; Donna del Lago a Bruxelles; Cavalleria Rusticana ad Oslo e a Verona; Pagliacci ad Oslo; Suor Angelicaa Verona; Il Viaggio a Reims a Helsinki, a Francoforte; Anna Bolena a Helsinki, Dortmund; Otello ad Helsinki; Gustavo III a Goteborg; La Cambiale di Matrimonio all’Opéra Comique di Parigi; Francesca da Rimini a Macerata; Aida a Stoccolma, a Basilea, alla Deutsche Oper di Berlino, Liegi, Antwepen e Gent; Norma a Stoccolma, alla Deutsche Oper di Berlino, Montpellier, Konzertgebouw Amsterdam e ad Helsinki; Elisir d’Amore a Francoforte, Cordoba, Philadelphia, San Francisco, al Metropolitan di New York, Toronto.
Ha inciso: La Gazzetta (dvd Opus Arte), Bel Sogno – Cristina Gallardo Domas (Teldec), Francesca da Rimini(Arthaus), Voce di Donna – Denyce Grave (RCA Red Seal), Il Barbiere di Siviglia (Hardy Classic), Denyce Graves Opera’s (Sony music), La Gazzetta (Rossini opera Festival).


di Federico Borlandelli.


mercoledì 17 aprile 2019

INTERVISTA A JOANNA PARISI


Grande ritorno al Théâtre du Passage di Neuchâtel, in Svizzera, per il soprano italo-americano Joanna Parisi, che nelle date del 26 e 27 Aprile interpreterà un ruolo a lei famigliare, quello di Santuzza nell’opera Cavalleria Rusticana del compositore italiano Pietro Mascagni, composta su una novella di Giovanni Verga.

Abbiamo incontrato il soprano per farle alcune domande prima dell’inizio della produzione di Cavalleria Rusticana al Théâtre du Passage, di Neuchâtel.

- Joanna, come si sente interprete nel ruolo di Santuzza e qual è stata la sua prima recita di debutto?
Adoro cantare il ruolo di Santuzza. Ho debuttato questo ruolo circa un anno e mezzo fa nella splendida sede dell'Aurora Theatre a Victoria, Malta, con un pubblico di duemila spettatori. È veramente uno dei miei ruoli che più mi appagano. Ho ricevuto grandi acclamazioni da parte della stampa e del pubblico ed è stato un momento d’orgoglio che mi ha davvero motivato. La tessitura è ideale per me, come soprano spinto, e mi sentivo così a mio agio nel cantare nella tessitura inferiore che la soprano greca Elena Kelessedi, che cantava Nedda in questa produzione ne I Pagliacci, mi ha chiesto di andare a cantare ad Atene. Tra me e me risi, perché non sono esattamente un mezzo, ma l'ho preso come un grande complemento e un buon segno per continuare in questo repertorio che è tra i più appaganti da cantare, come lo sono tutti i grandi ruoli del verismo.

- Pietro Mascagni e Cavalleria rusticana, quale è l’elemento più significativo di quest’opera?
La poesia e la singolare bellezza della solitudine, la ricerca di appartenenza e connessione sono catturati così bene e in modo così conciso, in quest’opera. Non solo, in tutta la partitura viene catturato l’amore disperato, l'amore superficiale, l'amore familiare e i colori e le trame della Sicilia autentica. La musica è profonda, aperta, diretta.

- Il verismo musicale, Lei ne è grande interprete. Una Sua considerazione professionale in merito.
Innanzitutto posso dire che una delle mie nonne si chiamava Gioconda e mia zia invece Lola, su ispirazione dell'opera preferita dalla mia nonna, Cavalleria Rusticana. La mia famiglia ha sempre avuto una grande ammirazione e rispetto per l'opera, specialmente per il verismo e da sempre sono stata attratta da questo. Per me è la musica più realistica ma anche quella più maestosa e appassionante che esista. Nei personaggi c'è sempre una forza innocente che sopravvive nonostante la tremenda disgrazia. È il contrasto preferito da esplorare in tutti i miei personaggi che è predominante nel repertorio del verismo.

- Il cast di Neuchâtel: colleghi per la prima volta o ha già avuto esperienze con loro?
Quest'anno il cast è spettacolare: Turiddu è il tenore argentino Gustavo Lopez Manzitti. Una voce di grande potenza e bellezza e canta quasi ogni anno al Teatro Colon. In realtà è stato uno dei miei primi partner sul palco di New York alla Carnegie Hall, dove abbiamo cantato assieme Andréa Cheniér. È meraviglioso essere riuniti in una produzione con lui. Il baritono Andrea è un grande talento e una splendida voce. La squisita Laurence Guillod canta Lola come un angelo. Il Maestro Facundo Agudin come sempre porta grande talento e maestria in questo teatro. Una menzione speciale va al grande Robert Bouvier che è assolutamente uno dei più grandi direttori d'opera che conosca. Lavora direttamente con le parole e le emozioni e, soprattutto, lavora per scoprire la bellezza e la verità da far esprimere a tutti i suoi artisti.

- In Svizzera ha cantato spesso. Cosa le piace di più del paese?
I bellissimi laghi, le maestose Alpi, i fiori, il cibo, il cioccolato ma soprattutto le persone e i colleghi! Adoro la Svizzera.

- Lei ha doppia nazionalità. Nel cuore ha gli States o l’Italia? O si considera cittadina del mondo?
Assolutamente adoro i due paesi allo stesso modo. E sono di certo una cittadina del mondo. Ma posso dire con certezza che sarò per sempre solo italiana e americana!

- La stampa internazionale l’ha acclamata come “interprete di successo con deliziose dinamiche di passaggio, un tono delicato e forti emozioni espressive”. Cosa dice di se Joanna Parisi?
Penso che il mio talento e la mia unicità di artista siano dati dalla mia comprensione per gli estremi emozionali. Ho una voce potente con molti colori e tessiture e cerco sempre di offrire interpretazioni che si adattino al concetto proprio del compositore, del librettista e alla mia personalità. Penso di avere una voce unica perché sono uno dei pochi cantanti d'opera autodidatta che non si è mai veramente identificata con una specifica tecnica o un insegnante. Probabilmente perché sono cresciuta a New York, in Italia forse la situazione sarebbe stata diversa. Ho imparato lentamente grazie all’ascolto, al coraggio e facendo tante prove. Ma grazie a questa esperienza ora posso insegnare agli altri con ottimi risultati. Questo poi è un momento estremamente emozionante per me perché essendo legata a Carlo Colombara, che ha un’importante voce verdiana, simile alla mia, capisce la mia natura di cantante e sa esattamente come consigliarmi al meglio per una miglior interpretazione e per raffinare la tecnica vocale. Dettagli che non sono facili da imparare o da insegnare, ma le chiavi per cantare bene.



- Da poco è sposa di un grande basso, Carlo Colombara. Progetti per il futuro assieme?
Grazie alla nostra vicinanza quotidiana e le nostre somiglianze caratteriali, uno dei nostri più grandi hobby è il brainstorming in ogni momento della giornata. Le nostre esperienze si completano molto bene e abbiamo sempre qualcosa di nuovo ed eccitante da fare o da proporre al nostro pubblico. Carlo è un insegnante spettacolare per me e lui, a sua volta, apprezza molto il mio parere. Collaboriamo bene assieme e ci diamo supporto a vicenda. Parlando di verismo siamo molto entusiasti su diversi progetti a venire: abbiamo in programmazione la produzione di un film operistico, tre album in lavorazione di cui due di verismo super rarities, La falce di Catalani e La Pinotta di Mascagni e il nostro album di arie e duetti. Siamo anche molto entusiasti di esibirci assieme a Malta ne Il trovatore, nell’autunno a venire. È un ruolo che ho cantato in tutto il mondo per molti anni e sono molto felice ed entusiasta di cantarlo assieme a mio marito.


Biografia


Joanna Parisi è un soprano lirico spinto italo-americano, acclamata a livello internazionale per la sua naturale struttura nei ruoli di soprano tra i più impegnativi e iconici della scena operistica. Ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo per le sue interpretazioni delle eroine verdiane, del verismo e del belcanto. Di recente è stata premiata come una delle “grandi cantanti d’0pera della nuova generazione” da WQXR Classical. La Parisi si è laureata con il massimo dei voti al Conservatorio di musica presso l'università statale di New York. Ha inoltre conseguito una laurea con lode in giornalismo e pubbliche relazioni. Ha poi approfondito i suoi studi d'opera presso la Juilliard School e presso l'Opera Academy di Renata Scotto.

Joanna Parisi ha fatto il suo debutto operistico professionale nel ruolo di Tosca di Puccini al Central Park di New York. Poi ha interpretato Abigaille nel Nabucco di Verdi all’Union Square-Washington Irving Auditorium e il ruolo di Aida in Central Park con l’Orchestra di New York. Inoltre ha cantato in Andrea Chenier nel ruolo di Maddalena in concerto alla Carnegie Hall e un recital su Verdi e il verismo alla sala Weill. Ha interpretato le eroine pucciniane Tosca e Mimi in La Bohème al Centro Italiano di Cultura di New York, Enrico Fermi. Il debutto in Norma è stato all'Opera di Sarasota. Per Tosca poi canta ancora a Pisa, in Italia, al Teatro Solís in Sud America, e all’Opera Romana di Craiova, in Romania. Il ruolo di Abigaille nel Nabucco di Verdi lo interpreta nuovamente a Losanna, in Svizzera, poi Santuzza in Cavalleria Rusticana presso l'Aurora Opera House di Malta, oltre a numerose rappresentazioni sempre in Svizzera. Uno dei suoi ruoli principali è Leonora dell’opera Il Trovatore di Verdi e per questa parte di esibisce all'Opera Open Festival presso l'Ancient Theatre con l'Opera di Stato in Bulgaria, al Palacio de Bellas Artes di Città del Messico e all’Opera Wrocławska. Il ruolo di Floria in Tosca la vede grande interprete in quattro teatri Svizzeri, a Neuchâtel, Friburgo, Vevey e Porrentruy. Canterà poi Desdemona nell'Otello di Verdi al Teatro Politeama Mario Foglietti, in Calabria e sempre in Italia si esibisce in Sicilia al Festival Belliniano del Teatro Greco di Taormina in occasione del Gala Maria Callas. Ritorna anche all'Opera Wrocławska, in Polonia per La Gioconda, Un ballo in maschera, Tannhäuser e Adriana Lecouvreur. Per la celebrazione della Capitale culturale d'Europa si esibisce nel ruolo di Elsa von Brabant in Lohengrin. Nella primavera del 2017, Joanna Parisi fa il suo debutto come protagonista nel ruolo di Madama Butterfly in 12 recite con il Maestro Victor DeRenzi, al Sarasota Opera. Le esibizioni di Parisi nella Carmen di Bizet al Teatro Antico di Taormina, in Sicilia, sono apprezzate in tutto il mondo e presentate al Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Il soprano è stato molto apprezzato anche per le sue interpretazioni in Margherita nel Mefistofele di Boito, in Svizzera. In Brasile, durante la Coppa del Mondo 2014, ha cantato Micaela nella Carmen al Teatro Amazonas. Poi la ricordiamo nel ruolo di Elisabetta di Valois in Don Carlo con grande successo a Neuchâtel e Friburgo, in Svizzera e recentemente all’Opera di Craiova in copia con il basso Carlo Colombara. Ha cantato Donna Anna nel Don Giovanni al Teatro Solis con l'Orquesta Filarmonica di Montevideo: “Parisi ha dimostrato una voce potente con il comando dell'intero registro”, commenta così il prestigioso El Pais. A Pechino, in Cina, canta al National Center of the Performing Arts, diretta da Plácido Domingo per Operalia.

Ha ricevuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo da molte prestigiose compagnie operistiche e musicali tra cui l'Operalia di Plácido Domingo, il Metropolitan Opera National Council e l'Opera Index. Le case di moda di fama mondiale Etro di Milano, Pablo Ramírez di Buenos Aires e Vivienne Westwood hanno disegnato per lei meravigliosi costumi.



Francesco Fornarelli